Archimède. Archéologie et histoire ancienne est une revue scientifique spécialisée en archéologie, en philologie et en histoire (de la Préhistoire à Byzance, en incluant le monde islamique médiéval). Elle a pour objectif d’encourager l’interdisciplinarité et de favoriser les collaborations entre chercheurs issus de différents horizons, dont l’archéologie préventive (INRAP, Archéologie Alsace, ANTEA, etc.).
La section Varia de la revue accueille tout au long de l’année des propositions d’articles portant sur l’ensemble de ces champs disciplinaires.
Dans la perspective de l’élaboration du prochain numéro de la revue (n°14, parution prévue au printemps 2027), les auteurs souhaitant soumettre un article sont invités à signaler leur intention, en indiquant un titre provisoire, auprès de Max Thomé (
Les contributions peuvent être rédigées en français, allemand, anglais ou italien et feront l’objet d’une évaluation en double aveugle. Les articles publiés disposent d’un identifiant DOI et sont automatiquement déposés dans l’archive ouverte HAL-SHS.
Dates du colloque : mardi 25 et mercredi 26 mai 2027
Lieu : Arras, Université d’Artois
Date limite de candidature : dimanche 4 octobre 2026
Organisateurs : Marie-Odile Laforge-Charles et Jean-Louis Podvin
Le IVe Colloque des doctorants et des docteurs de l’Università degli Studi di Napoli Federico II, intitulé « Attraversamenti: circolazioni, mobilità e reti transnazionali dalla Preistoria all’Età Contemporanea » (« Traversées : circulations, mobilités et réseaux transnationaux de la Préhistoire à l’Époque contemporaine ») sera organisé à Naples du 13-14 Mai 2027 par les doctorants en Histoire et en Archéologie et Histoire de l’Art de l’Université de Naples.
Les propositions sont à envoyer au plus tard le 13 septembre 2026 par mail à l’adresse suivante :
Texte de l'appel
IV CONVEGNO INTERNAZIONALE DEI DOTTORANDI E DOTTORI DI RICERCA
Attraversamenti: circolazioni, mobilità e reti transnazionali dalla Preistoria all’Età Contemporanea
13-14 maggio 2027
I Dottorati in “Historical Studies” e in “Archaeology and Art History” del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’ promuovono il IV Convegno Internazionale dei Dottorandi e dei Dottori di Ricerca, dal titolo Attraversamenti: circolazioni, mobilità e reti transnazionali dalla Preistoria all’Età Contemporanea.
Il Convegno intende indagare la mobilità intesa come circolazione di persone, oggetti, opere e culture con l'obiettivo di offrire un'opportunità di confronto e discussione al fine di sviluppare nuove prospettive di ricerca sul tema. I settori coinvolti sono la storia, la storia dell'arte, l’archeologia e la letteratura, ma non si escludono ulteriori ambiti di studio interdisciplinari.
Il paradigma della mobilità, inizialmente formulato dalle discipline afferenti alle scienze sociali, concepisce i movimenti di persone, oggetti e saperi non solo come centro di indagine ma anche come strumento analitico che interroghi le geografie culturali e le relazioni di genere, etnia e classe che le strutturano [Sheller, Urry 2006; Fari 2021]. Il processo ha condotto a una significativa attenzione alle nuove frontiere metodologiche di analisi, ricomposizione e narrazione dei processi storici. In questa direzione si situano tanto la global history e la connected history [Conrad 2016], quanto l’histoire croisée che insiste sull’intreccio e sulla reciproca trasformazione degli oggetti storici coinvolti nei processi di contatto [Werner, Zimmermann 2006]. La mobilità, in tale prospettiva, è postulata in rottura con l’unità analitico-concettuale dello stato-nazione, spingendo ad allargare l’orizzonte temporale e geografico della ricerca, che riscopra e valorizzi categorie geomorfologiche, come il Mediterraneo [Fari 2021]. La caratterizzazione globale presente — segnata da flussi migratori, mobilità, reti transnazionali e turismo di massa — invita a riflettere non solo alla luce dei dati attuali, ma anche sulle cronologie antecedenti. Questo intreccio di rotte conduce a una ridefinizione della natura di concetti e geografie del mondo: locali, internazionali, centri e periferie, rivelando la loro natura di categorie storicamente costruite e in continua rimodulazione [Pollock 1996]. La mobilità negli studi storici si configura come fenomeno politico, sociale, economico e culturale. Dalla circolazione di gruppi e individui, passando per quella di manufatti e opere d’arte, fino alla diffusione di idee e pratiche culturali, tale categoria risulta feconda nella riflessione sulla struttura del corpo sociale: la sua formazione, la sua stabilità ma altresì la sua trasformazione in contesti geografici e cronologici differenti. L’impiego di metodologie interdisciplinari consente di cogliere le molteplici e complesse traiettorie dei processi storici anche in una prospettiva di lunga durata. Tra i diversi ambiti d’indagine, si annoverano lo spostamento di esseri umani, la migrazione, i pellegrinaggi, i viaggi, nonché alla circolazione di beni, tecnologie, produzioni artistiche, idee, tecniche e saperi, così come pratiche sociali e religiose. Inoltre, la mobilità come strumento di indagine consente di approfondire anche gli epifenomeni a essa connessi: processi di acculturazione, etnogenesi, dinamiche di inclusione ed esclusione, confronti e scontri, forme di accoglienza e violenza. Avvicinarsi a un oggetto di ricerca come la mobilità è l’occasione anche di riflettere sul rapporto, da un lato, tra auto-rappresentazioni, narrazioni della mobilità, costruzioni dell’appartenenza e, dall’altro, sull’imposizione di tali racconti, rappresentazioni e categorie esterne [Friedrichs, Severin-Barboutie, Heudre 2021], in un vero e proprio rapporto di forza [Ginzburg 2000] tra rappresentati e rappresentanti, senza dimenticare la zona grigia fatta di interazioni e influenze. Infine, riflettere sulla mobilità vuol dire altresì distinguere, interpretare e riconsiderare le «pratiche sociali che portano o a dare importanza alle mobilità umane o a trascurarle» [Friedrichs, Severin-Barboutie, Heudre 2021] in una sorta di gerarchia del fenomeno.
In archeologia, la nozione di mobilità costituisce una chiave interpretativa fondamentale per comprendere i processi di interazione che hanno caratterizzato le società del passato. La circolazione di persone, oggetti, idee e pratiche culturali si riflette nelle evidenze materiali, documentando reti di scambio, fenomeni migratori e dinamiche di contatto. In questo quadro, un ruolo centrale è rivestito dalla mobilità del know-how, legata agli spostamenti di artigiani, maestranze e tecnici capaci di veicolare e reinterpretare saperi e tecniche su scala locale e transnazionale. Parallelamente, il tema della mobilità investe anche la dimensione epistemologica della disciplina, sempre più orientata verso approcci interdisciplinari, metodologie integrate e nuove forme di condivisione del sapere. La sezione accoglie contributi dedicati alle molteplici forme di mobilità documentabili nel record archeologico, alle reti di relazione tra comunità, alla trasmissione di modelli culturali e ai processi di valorizzazione e reinterpretazione del patrimonio materiale. In questa prospettiva, e come terreno di forte convergenza interdisciplinare, si inserisce infine il tema della circolazione illecita dei manufatti: una forma complessa di mobilità che, attraverso i circuiti del mercato clandestino, decontestualizza l’oggetto alterandone significati, biografie e traiettorie originarie. A fronte di questa complessa circolazione degli oggetti, che ne frammenta contesti e significati, si intende valorizzare il contributo delle metodologie di indagine più recenti, fondamentali per ricomporre virtualmente i contesti d'origine e aggiornare il quadro delle conoscenze su singoli siti o territori.
La storia dell’arte, oggi, si discosta dalla definizione della sua struttura scandita da una narrazione basata su rigidi confini territoriali, culturali e interpretativi. Negli ultimi anni, la prospettiva globale e transnazionale ha attirato interesse crescente nel dibattito scientifico, scardinando una visione esclusiva della disciplina [Juneja 2023]. Considerare lo spazio globale significa pensare alla geografia come immagine spaziale che restituisca la complessa interazione tra differenze e specificità territoriali, culturali, sociali e politiche [Pollock 1996]. Il concetto di mobilità negli studi storico-artistici permette di analizzare da un punto di vista storico-critico la circolazione di artiste e artisti, modelli, tecniche e saperi attraverso la testimonianza delle fonti documentarie e a stampa [Angelucci, Verago 2023]. Consente inoltre di guardare alle traiettorie degli oggetti come una componente essenziale della storia globale, la quale determina il loro valore e il loro significato [Joyeux-Prunel 2003]. Dai luoghi di produzione ai contesti di circolazione, fino alla definitiva musealizzazione, i percorsi delle opere e la loro percezione nel tempo ne ricostruiscono la biografia, mettendo in luce le connessioni storiche, sociali e culturali tra luoghi e comunità. I diversi contesti espositivi invitano anche a riflettere su come il processo di movimentazione possa influenzare la percezione delle opere da parte del pubblico, soprattutto in relazione ai loro contesti di provenienza [Hagedorn-Saupe, Jyrkkiö, Weij 2010].
Negli studi letterari, la mobilità si è progressivamente affermata come una categoria interpretativa centrale in dialogo con il mobilities turn, sviluppatosi nell'ambito delle scienze sociali e umane, che interpreta il movimento come pratica sociale e culturale capace di produrre relazioni, reti, connessioni e nuove configurazioni culturali [Sheller, Urry 2006]. In questa prospettiva, la griglia euristica della mobilità costituisce un osservatorio privilegiato per indagare forme e modalità di circolazione di testi, modelli retorici, generi letterari e tradizioni, dunque, saperi, entro spazi geografici, comunità linguistiche e sistemi culturali eterogenei. Ciò consente di indagare le modalità attraverso cui i testi costituiscono, rappresentano e trasformano lo spazio, il tempo, le identità e gli immaginari culturali, concorrendo alla costruzione di categorie quali l’alterità, l'eresia e la marginalità ma anche di interrogare i processi di trasmissione, ricezione e/o obliterazione che ne modificano altresì la facies materiale: dalla trasmissione orale alla scrittura, dal codice manoscritto al volume a stampa, fino ai supporti digitali contemporanei.
Alla luce di questi aspetti, il Convegno si propone di valorizzare i caratteri molteplici e rilevanti di una discussione scientifica sulla mobilità che, dalla Preistoria all’Età Contemporanea, colga le trasformazioni storiche, storico-artistiche, archeologiche, storiografiche e letterarie mettendo in rilievo le peculiarità dei processi storici e culturali. Di seguito sono elencate le linee di indagine, non esclusive, cui si può fare riferimento:
1. Circolazioni: persone e idee
- Migrazioni
- Esili
- Pellegrinaggi
- Mendicità e vagabondaggio
- Reti locali, regionali, nazionali, internazionali, globali
- Le rotte degli scambi epistolari
2. Circolazioni: oggetti e manufatti
- Reliquie, oggetti sacri o rituali
- Opere d’arte
- Cultura materiale
- Storia dei musei e delle collezioni
3. Trasmissione del sapere e della memoria
- Processi educativi e formativi
- Reti di scambio intellettuale nazionali e transnazionali
- Tradizioni e circolazione di modelli
- La categoria del “falso”
- Archivi pubblici e privati
- Didattica museale interculturale
4. Mobilità sociale e politica
- Ascese e cadute
- Aspetti normativi
- Strategie di affermazione di classe
- Costruzione dell’alterità, del dissenso e/o della marginalità
5. Artiste e artisti alla prova dell’internazionalizzazione
- Reti di sorellanza nazionali e transnazionali
- Circolazione del sapere e pratiche formative: Scuole, Atelier e Accademie
- La mobilità come strategia di affermazione professionale
- Sistemi espositivi e ricezione critica
La Call è rivolta a dottorande e dottorandi, dottoresse e dottori di ricerca che abbiano conseguito il titolo da non più di 5 anni, in scienze storiche, archeologiche, storico-artistiche e filologico-letterarie. Il Convegno si terrà nei giorni 13-14 maggio 2027 presso la Sala ex Cataloghi lignei, in via Porta di Massa 1, dell’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Per partecipare è richiesta:
- la presentazione di un abstract in formato PDF di un massimo di 500 parole (bibliografia sintetica esclusa), redatto in inglese o in italiano, corredato da un titolo e 5 Keywords;
- una biografia sintetica di massimo 350 parole, in cui siano indicate l’Università o l’Istituto di affiliazione, il settore scientifico-disciplinare di appartenenza ed eventuali pubblicazioni.
La scadenza per la presentazione delle candidature è fissata al 13 settembre 2026. I contributi dovranno pervenire via e-mail al seguente indirizzo:
Suggerimenti bibliografici
Angelucci Caterina, Verago Giulio, Endless Residency. Un osservatorio sulla mobilità artistica, Postmedia books, Milano 2023.
Bellavitis Anna, Croq Laurence, Martinat Monica (dir.), Mobilité et transmission dans les sociétés de l’Europe moderne, PUR, Rennes 2009.
Bodo Simona, Gibbs Kristen, Sani Margherita (a cura di), I musei come luoghi di dialogo interculturale: esperienze dall'Europa, MAP for ID, s.l. 2009.
Bodo Simona, Mascheroni Silvia (a cura di), Educare al patrimonio in chiave interculturale. Guida per educatori e mediatori museali, Fondazione ISMU, Milano 2012.
Brook Timothy, Vermeer’s Hat: The Seventeenth Century and the Dawn of the Global World, Profile Books, London 2009.
Burke Peter, The European Renaissance: Centres and Peripheries, Blackwell, Oxford 1998.
Cabouret Bernadette, Peters-Custot Annick, Rouxpetel Camille, La réception des Pères grecs et orientaux en Italie au Moyen Âge (Ve-XVe siècle), Édition du CERF, Paris 2020.
Capitelli Giovanna, Stefano Grandesso, Carla Mazzarelli (a cura di), Roma fuori Roma: l'esportazione dell'arte moderna da Pio VI all'Unità (1775-1870), Campisano, Roma 2012.
Castelnuovo Enrico, Ginzburg Carlo, Centro e periferia nella storia dell'arte italiana, Einaudi, Torino 1979.
Cimoli Anna Chiara, Facchetti Federica, Fassone Alessia, Greco Christian, Matossi Paola (a cura di), Musei e migranti. Gli strumenti dell'incontro, atti del workshop internazionale (Torino, Museo Egizio, 4 giugno 2018, 26 novembre 2018, 18 febbraio 2019), Franco Cosimo Panini Editore, Modena 2022.
Conrad Sebastian, What Is Global History?, Princeton University Press, Princeton-Oxford, 2016. Dalla Fina Giuseppe Maria (a cura di), Mobilità geografica e mercenariato nell'Italia preromana. Atti del XX Convegno Internazionale di Studi sulla Storia e l'Archeologia dell'Etruria (Orvieto 2012), Annali della Fondazione per il Museo "Claudio Faina" 20, Edizioni Quasar, Roma 2013. D'Onofrio Andrea, Fughe, espulsioni e nuova Heimat. Il destino dei tedeschi dell'Europa centro-orientale dopo la seconda guerra mondiale, Giannini, Napoli 2014. Elkins James (a cura di), Is Art History Global?, Routledge, London-New York 2007.
Fari Simone, La storia della mobilità. Uno studio critico sulle origini, l’evoluzione della disciplina e le carenze della letteratura italiana. In Italia contemporanea, 295, 2021, pp. 99-120.
Friedrichs Anne, Severin-Barboutie Bettina, Heudre Antoine, Mobilités, catégorisation et appartenance. Un défi de réflexivité. In Annales. Histoire, Science Sociales, 3, 76, 2021, pp. 445-455.
Ginzburg Carlo, Rapporti di forza. Storia, retorica, prova, Feltrinelli, Milano 2000. Greenblatt Stephen, Županov Ines, Meyer-Kalkus Reinhard, Paul Heike, Nyíri Pál, Pannewick Friederike, Cultural Mobility: A Manifesto, Cambridge University Press, Cambridge 2010.
Hagedorn-Saupe Monika, Jyrkkiö Teijamari, Pettersson Susanna, Weij Astrid, Encouraging collections mobility – a way forward for museums in Europe, Helsinki, Finnish National Gallery, 2010.
Hodder Ian, Entangled: An Archaeology of the Relationships between Humans and Things, Wiley-Blackwell, Malden 2012. Iaia Cristiano, Produzioni toreutiche della prima età del Ferro in Italia centro-meridionale. Comunità artigianali, circolazione di modelli e modi di consumo, Archaeopress, Oxford 2005. Janes Robert R., Sandell Richard (a cura di), Museum Activism, Routledge, London-New York 2019.
Joyeux-Prunel Béatrice, Les transferts culturels. Un discours de la méthode. In Hypothèses, 2003, 1 (6), pp.149- 162.
Juneja Monica, Can Art History be made global? Meditations from the periphery, Walter de Gruyter GmbH, Berlin/Boston 2023.
Knappett Carl, An Archaeology of Interaction: Network Perspectives on Material Culture and Society, Oxford University Press, Oxford-New York 2011.
Laganà Annalisa, Lettere d'Artista. Invenzione di un patrimonio nell'Italia del nation-building, FedOAPress, Napoli 2024. McKenzie Donald Francis, Bibliography and the Sociology of Texts, Cambridge University Press, Cambridge 1999. Peters-Custot Annick, Les Grecs de l'Italie méridionale post-byzantine (IXe-XIVe siècle). Une acculturation en douceur, École française de Rome, Rome 2009. Pollock Griselda (a cura di), Generations and Geographies in the Visual Arts: Feminist Readings, Routledge,
London-New York 1996. Roche Daniel, La ville promise. Mobilité et accueil à Paris (fin XVIIe-début XIXe siècle), Fayard, Paris 2000. Rolfi Ožvald Serenella, Mazzarelli Carla, Il carteggio d'artista. Fonti, questioni, ricerche tra XVII e XIX secolo, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2019. Sheller Mimi, Urry John, The New Mobilities Paradigm. In Environment and Planning A, 38, 2, 2006, pp. 207-226. Sterckx Marjan, Tom Verschaffel (a cura di), Sculpting Abroad: Nationality and Mobility of Sculptors in the Nineteenth Century, Brepols, Belgium 2020. Zanichelli Giuseppa Z., Medioevo e mercato antiquariale in Campania fra le due guerre. In Medioevo tra due mondi: San Nicolò a San Gemini e le alienazioni monumentali nella prima metà del Novecento, a cura di Gangemi Francesco, Michalsky Tanja, Toscano Bruno, Campisano Editore, Roma 2022, pp. 103-120. Zemon Davis Natalie, Trickster Travels. A Sixteenth-Century Muslim Between Worlds, Hill and Wang, New York 2006. Werner Michael, Zimmermann Bénedicte, Beyond Comparison: Histoire Croisée and the Challenge of Reflexivity. In History and Theory, 45, 1, 2006, pp. 30-50.
Comitato organizzativo: Emilia Ammendola, Daniela Capece, Stefano De Vita, Pasquale Di Nota, Marta Micillo, Flavia Moracas, Lorenzo Orlo, Francesca Penna, Claudio Pianese, Benedetta Tortora
Archimède. Archéologie et histoire ancienne est une revue scientifique spécialisée en archéologie, en philologie et en histoire (de la Préhistoire à Byzance, en incluant le monde islamique médiéval). Elle a pour objectif d’encourager l’interdisciplinarité et de favoriser les collaborations entre chercheurs issus de différents horizons, dont l’archéologie préventive (INRAP, Archéologie Alsace, ANTEA, etc.).
La section Varia de la revue accueille tout au long de l’année des propositions d’articles portant sur l’ensemble de ces champs disciplinaires.
Dans la perspective de l’élaboration du prochain numéro de la revue (n°14, parution prévue au printemps 2027), les auteurs souhaitant soumettre un article sont invités à signaler leur intention toute l’année et avant le 10 juillet 2026, en indiquant un titre provisoire, auprès de Max Thomé (
Les articles finalisés, conformes aux normes éditoriales de la revue, devront être envoyés au plus tard le 13 septembre 2026.
Les contributions peuvent être rédigées en français, allemand, anglais ou italien et feront l’objet d’une évaluation en double aveugle. Les articles publiés disposent d’un identifiant DOI et sont automatiquement déposés dans l’archive ouverte HAL-SHS.
coordination Sandrine Victor (PU Histoire médiévale, Institut National Universitaire Champollion - Albi)
Ce numéro de la revue Histoire & Mesure propose d’explorer les pratiques concrètes du dénombrement et du calcul sur les chantiers des périodes anciennes et médiévales, en se détachant des approches savantes pour privilégier les usages situés et pragmatiques. Il s’agit d’interroger les acteurs du comptage — lettrés ou non — ainsi que les contextes, les méthodes et les finalités de ces opérations. Les contributions pourront analyser les compétences en littératie et en calcul, les objectifs des dénombrements, ainsi que la diversité des pratiques de mesure, entre variations locales et tentatives de standardisation.
Date limite : 1er octobre 2026 pour l'envoi des propositions. Les auteurs des propositions retenues auront ensuite jusqu’au 1er juillet 2027 pour rendre leur article.
Coordination : Maxime Emion (LLSETI, Université Savoie Mont Blanc) et Charles-Alban Horvais (ANHIMA, Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne)
Dans son sens premier, la frontière appartient au domaine militaire : elle désigne la zone de front, le front de conquête. Le prochain numéro de la revue Frontière·s entend
revenir sur ce sens originel, en s’intéressant aux
« sociétés de frontière » nées dans et de ce contexte particulier d’interactions. La notion trouve son intérêt en
ce qu’elle permet d’analyser sur le temps long des sociétés complexes caractérisées par des phénomènes
d’échanges et d’acculturations, sans écarter la dimension fondamentalement conflictuelle qui préside à leur émergence. En effet, les sociétés de frontière, qui s’inscrivent dans des zones davantage que le long de lignes nettes, résultent aussi bien de processus de négociations, d’hybridations et de métissages que de rapports de force,
de mécanismes de domination et d’interactions violentes.
En fonction des contextes et des échelles d’analyse, on peut donc les percevoir autant comme des sociétés de
l’entre-deux, produit des échanges, des ententes et
des accommodations caractéristiques des zones de
contact, que comme des sociétés du face-à-face, des violences réciproques, ancrées d’un côté ou de l’autre d’une limite plus ou moins affirmée par les discours et les pratiques.
Date de clôture de l’appel : 30 avril 2027



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